giovedì 29 marzo 2012

"Italia responsabile della morte di 63 migranti"
Il rapporto del Consiglio d'Europa su episodio del 2011
Indagine sulla vicenda di oltre sessanta africani, lasciati morire di fame e di sete sulle loro imbarcazioni alla deriva nel Mar Mediterraneo. Colpe anche della Nato e della guardia costiere europea



Un barcone di migranti a Lampedusa (foto Ansa)
Strasburgo, 29 marzo 2012 - Fu una serie di errori commessi dalle navi della Nato e dalla guardia costiera europea a condannare 63 migranti africani a marzo del 2011, lasciati morire di fame e di sete sulle loro imbarcazioni alla deriva nel Mar Mediterraneo, dopo che le loro richieste di aiuto vennero ignorate. E' quanto si legge nel rapporto ufficiale redatto dal Consiglio d'Europa, dopo nove mesi di indagini, presentato oggi all'assemblea parlamentare.
Nel rapporto si legge anche che "l’Italia, come primo Stato ad aver ricevuto la chiamata di aiuto e sapendo che la Libia non poteva ottemperare ai propri obblighi, avrebbe dovuto assumere la responsabilità del coordinamento delle operazioni di soccorso". Il rapporto conclusivo sull’inchiesta è stato approvato oggi dal comitato per l’immigrazione dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

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